Aceto Balsamico di Modena IGP GOLD

24,90

Aceto Balsamico di Modena IGP GOLD è frutto dell’arte sapiente di cottura dei mosti e della paziente cura durante l’invecchiamento nelle botti in cui viene lasciato a riposo nelle cantine per un periodo di 8 anni, affinché raggiunga il suo ottimale affinamento.

Aceto Balsamico di Modena IGP GOLD ha un eccezionale densità, corpo ed equilibrio e si sposa alla perfezione al naturale su tortellini, pasta fresca, filetto, pesce, risotti, formaggi importanti saporiti e piccanti, perfetto anche su dessert di gelato alle creme, fragole, ciliegie, ma anche come un elisir da assaggiare a fine pasto.

Descrizione

Aceto Balsamico di Modena IGP GOLD segue le regole del Disciplinare di Produzione per poter avere il marchio di Indicazione Geografica Protetta per cui deve essere prodotto esclusivamente nelle acetaie delle province di Modena e Reggio Emilia con i mosti ottenuti dai 7 vitigni più coltivati in Emilia Romagna: Lambrusco, Sangiovese, Trebbiano, Albana, Ancellotta, Fortana e Montuni che garantiscono acidità e zuccheri perfetti; a questi mosti si aggiungono aceto di vino e una percentuale di aceto di vino invecchiato almeno 10 anni; l’Aceto Balsamico di Modena I.G.P. matura in recipienti di legno pregiato all’interno delle acetaie, ambienti con temperatura e aerazione ideali.

Aceto Balsamico di Modena IGP GOLD si presenta come un oro nero di qualità estremamente densa con persistenti e delicate note retrolfattive; affinato in legno ed invecchiato per 8 anni viene travasato 8 volte, questa fase è molto delicata e viene effettuata d’inverno quando l’aceto balsamico è in letargo, questo processo prevede il travaso dell’aceto da una botte più grande ad una più piccola; normalmente più travasi vengono effettuati e più l’aceto balsamico è pregiato e raffinato.

 

Aceto Balsamico di Modena IGP GOLD affonda le sue radici in tempi molto antichi già i Romani, infatti, utilizzavano il mosto di uva cotto “il sapum” come medicinale, dolcificante e condimento; l’usanza era diffusa anche in area emiliana, ne narra persino Columella commentando il poeta Virgilio, che descrive il comportamento particolare del mosto di questa zona in quale anche dopo la cottura acetificava; la nascita di questo oro nero probabilmente è stata casuale, ma in breve tempo le sue caratteristiche lo rendono un prodotto tanto nobile che nel 1046 il futuro imperatore del Sacro Romano Impero, re Enrico III, richiede al marchese Bonifacio di Canossa, padre di Matilde, una delle figure più importanti del Medioevo italiano, quell’“aceto perfettissimo” che si faceva nella sua rocca. Negli anni le sue tracce attraversano il territorio e si concentrano a Modena dove, a fine Cinquecento, si trasferisce la Corte Estense, che già da tempo ha avviato la propria produzione, nella seconda metà dell’800 le province dell’Emilia entrano a far parte del neonato Regno d’Italia e l’Aceto Balsamico di Modena è protagonista delle più importanti esposizioni nazionali e internazionali accanto alla tradizione aristocratica, si diffonde tra le famiglie contadine l’abitudine di diluire il prodotto con aceto di vino per ottenere un condimento più leggero, da poter utilizzare ogni giorno, così nasce quello che più tardi sarà chiamato Aceto Balsamico di Modena IGP.

Durante la visita del nuovo sovrano, il primo ministro del regno Camillo Benso conte di Cavour ordina di far trasferire le migliori botti in Piemonte, nel castello reale di Moncalieri, dove, lontano dal clima delle sue terre, il Balsamico inizia a deperire, probabilmente per tentare di salvarlo, l’enologo piemontese Ottavio Ottavi chiede informazioni a Francesco Agazzotti, conoscitore e produttore locale, il quale risponde con una dettagliata lettera che diventerà la base metodologica per la produzione dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena; il secondo novecento apre un nuovo capitolo per l’aceto balsamico che nel 1983 ottiene la denominazione di origine “Aceto Balsamico Tradizionale di Modena”, riconoscimento che consolida nel 2000 con la conquista della Denominazione di Origine Protetta (DOP); nei primi anni 2000 è ufficializzata un’ulteriore tutela del prodotto: nel 2009 l’Unione Europea accoglie la domanda di registrazione presentata quindici anni prima dal Consorzio Aceto Balsamico di Modena: L’Aceto Balsamico di Modena è ora riconosciuto IGP.

 

Aceto Balsamico di Modena IGP GOLD è prodotto con: Mosto d’uva cotto, Aceto di Vino.

Allergeni: SOLFITI

Prodotto da: Acetaia del Casato Bertoni – Società agricola S.S.

Via Statale 467 n°5/33

Casalgrande (RE) 42013

 

Distribuito da Denni Triglia – Salumeria Triglia Antichi Sapori di Gombitelli, via Camillo Benso Conte di Cavour, 16, 55049 Viareggio.

Informazioni aggiuntive

Peso0.700 kg

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