Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP

68,00

Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP nasce e matura nella quiete delle acetaie attraverso la lenta e particolare tecnica dei travasi ed i molti anni di affinamento ed invecchiamento, 12, senza alcuna aggiunta di sostanze aromatiche.

Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP ha profumo caratteristico complesso e penetrante, di evidente, ma gradevole ed armonica acidità, sapore dolce e agro ben equilibrato, si offre generosamente pieno, sapido con sfumature vellutate in accordo con i caratteri olfattivi che gli sono propri, si sposa perfettamente su tutti i tipi di piatti, perfetto sulle scaglie di parmigiano, come antipasto o per arricchire piatti di altissimo pregio, una vera prelibatezza sul gelato.

Descrizione

Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP si presenta molto scuro, carico e brillante, con una densità di altissima corposità; dal profumo inconfondibile grazie alla sua lunga maturazione nelle botti di legno, un prodotto unico con un aroma forte e penetrante e con un’evidente acidità ma sempre gradevole ed equilibrata; un sapore unico ed inimitabile nel rispetto delle sue tradizioni, un sapore agrodolce ben equilibrato che si presenta generosamente pieno con sfumature vellutate, il suo pregiato aroma deriva unicamente dalla conservazione nelle varie botti dell’acetaia che lo vedono stagionare ed affinare per 12 anni.

Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP è prodotto dall’ Acetaia Montale di Rangone che oggi come una volta, custodisce e perpetua le secolari tradizioni familiari che portano alla nascita dei suoi aceti balsamici, prodotti unici e inimitabili, che riassumono in sé gusto, tradizione e genuinità prodotti solamente con materie prime locali e selezionate, con sapienti ed antiche ricette, legni pregiati e soprattutto tanta pazienza, cura ed amore.

Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP è ottenuto nel rispetto del disciplinare DOP ed è caratterizzato dalla qualità delle materie prime utilizzate e dalla totale assenza di coloranti e conservanti; le materie prime sono solo aceto di vino e mosto cotto, quest’ultimo proveniente esclusivamente da 7 vitigni: Trebbiano, Lambrusco, Sangiovese, Albana, Ancellotta, Fortana, Montuni. Per ottenere il mosto cotto, subito dopo la pigiatura delle uve ben mature, si procede ad una lenta e controllata cottura, fino alla consistenza ed al colore desiderati. Dopo l’assemblaggio con l’aceto di vino secondo le antiche ricette, l’Aceto Balsamico di Modena viene avviato alla fase di affinamento ed invecchiamento all’interno di barriques di rovere appositamente dedicate, fino al raggiungimento delle caratteristiche “balsamiche”; alla fine dell’affinamento/invecchiamento, il prodotto viene filtrato dolcemente ed imbottigliato nel rispetto delle normative igienico sanitarie vigenti, in modo da preservare qualità, genuinità e tipicità del prodotto. Tutto il processo viene controllato dall’Ente terzo appositamente incaricato dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, che provvede alla liberalizzazione di tutte le partite dopo l’analisi chimico fisica e la degustazione.

Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP affonda le sue radici in tempi molto antichi già i Romani, infatti, utilizzavano il mosto di uva cotto “il Sapum” come medicinale, dolcificante e condimento; l’usanza era diffusa anche in area emiliana, ne narra persino Columella commentando il poeta Virgilio, che descrive il comportamento particolare del mosto di questa zona in quale anche dopo la cottura acetificava; la nascita di questo oro nero probabilmente è stata casuale, ma in breve tempo le sue caratteristiche lo rendono un prodotto tanto nobile che nel 1046 il futuro imperatore del Sacro Romano Impero, re Enrico III, richiede al marchese Bonifacio di Canossa, padre di Matilde, una delle figure più importanti del Medioevo italiano, quell’“aceto perfettissimo” che si faceva nella sua rocca. Negli anni le sue tracce attraversano il territorio e si concentrano a Modena dove, a fine Cinquecento, si trasferisce la Corte Estense, che già da tempo ha avviato la propria produzione, nella seconda metà dell’800 le province dell’Emilia entrano a far parte del neonato Regno d’Italia e l’Aceto Balsamico di Modena è protagonista delle più importanti esposizioni nazionali e internazionali accanto alla tradizione aristocratica, si diffonde tra le famiglie contadine l’abitudine di diluire il prodotto con aceto di vino per ottenere un condimento più leggero, da poter utilizzare ogni giorno, così nasce quello che più tardi sarà chiamato Aceto Balsamico di Modena IGP.

Durante la visita del nuovo sovrano, il primo ministro del regno Camillo Benso conte di Cavour ordina di far trasferire le migliori botti in Piemonte, nel castello reale di Moncalieri, dove, lontano dal clima delle sue terre, il Balsamico inizia a deperire, probabilmente per tentare di salvarlo, l’enologo piemontese Ottavio Ottavi chiede informazioni a Francesco Agazzotti, conoscitore e produttore locale, il quale risponde con una dettagliata lettera che diventerà la base metodologica per la produzione dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena; il secondo novecento apre un nuovo capitolo per l’aceto balsamico che nel 1983 ottiene la denominazione di origine “Aceto Balsamico Tradizionale di Modena”, riconoscimento che consolida nel 2000 con la conquista della Denominazione di Origine Protetta (DOP); nei primi anni 2000 è ufficializzata un’ulteriore tutela del prodotto: nel 2009 l’Unione Europea accoglie la domanda di registrazione presentata quindici anni prima dal Consorzio Aceto Balsamico di Modena: L’Aceto Balsamico di Modena è ora riconosciuto IGP.

 

Aceto Balsamico Tradizionale di Modena è in confezioni da 100 ml

Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP è prodotto con mosto d’uva cotto

Prodotto da: Acetaia Montale Rangone S.r.l.

via Campania 28/B – fraz. Montale

41051 – Castelnuovo Rangone (Mo)

Distribuito da Denni Triglia – Salumeria Triglia Antichi Sapori di Gombitelli, via Camillo Benso Conte di Cavour, 16, 55049 Viareggio.

 

Informazioni aggiuntive

Peso0.520 kg

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